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Le due frecce - Samyutta Nikaya

Facciamo l'esempio di un tale che, trafitto da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l'insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e — come reazione — si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà.

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Così egli fa esperienza di due dolori: quello fisico e quello mentale. Afflitto dalla sensazione spiacevole, reagisce con avversione e, con questo atteggiamento, comincia a creare in sé un condizionamento di avversione. Infatti, allorché prova queste sensazioni sgradevoli, cerca una compensazione in qualche sensazione piacevole, perché — da persona ignorante qual'è — non sa rispondere correttamente a una sensazione spiacevole se non rifugiandosi nel piacere dei sensi. E quando comincia a godere di un piacere comincia ad instaurarsi in lui un condizionamento al desiderio, alla brama. È completamente inconsapevole di come vadano le cose. Ovvero non sa che le sensazioni sono impermanenti, non sa quale sia l'origine della sete di esse, non conosce il pericolo che le sensazioni rappresentano, e non sa quale sia il modo di non esserne schiavi. Questa sua incapacità crea dentro questo tipo di persona un condizionamento d'ignoranza. Provando sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre, l'ignorante, rimanendone condizionato, lontano dalla verità, è soggetto alla nascita, alla morte, alla vecchiaia, ai turbamenti, alle sofferenze, alle negatività. L'ignorante è così destinato all'infelicità.

(Samyutta Nikāya, XXXVI, 6, 391 - Parole del Buddha)

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