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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

Trappole abituali

L'abitudine di classificare il contenuto della nostra esperienza in base a giudizi innesca un sistema di reazioni meccaniche di cui non cui non ci rendiamo conto e che spesso non hanno alcun fondamento obiettivo. La costante attività della mente ci rende difficile trovare uno stato di pace interiore; la mente si comporta come uno yo-yo, che tutto il giorno va su e giù lungo la corda nei nostri giudizi positivi e negativi. (Jon Kabat-Zinn)

Il monaco che beveva - Aivanhov

Un breve racconto di Omraam Mikhael Aivanhov. "In un convento, c'era una volta un bravo monaco che beveva, beveva: il livello del vino nelle botti si abbassava ogni giorno a vista d'occhio. Un po' brillo, ovviamente, diceva tutte le sere la sua preghiera chiedendo perdono a Dio; dopo di che, rasserenato, si addormentava tranquillamente, e l'indomani ricominciava.

Le due frecce - Samyutta Nikaya

Facciamo l'esempio di un tale che, trafitto da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l'insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e — come reazione — si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà.

Bevande alcoliche, droghe e meditazione

L'obiezione di base alle bevande alcoliche e alle droghe sta nel fatto che, sia pure temporaneamente, distorcono la visione mentale; in tal caso non è possibile conservare quella vigilanza e quella presenza mentale nella quale i buddisti (come tutti coloro che meditano - ndr) dovrebbero esercitarsi continuamente.

I vostri stati interiori influenzano anche altri - Aivanhov

«Avete meditato a lungo e profondamente inviando luce e amore al mondo intero, e poi uscite a camminare per le strade. Quando rientrate a casa, avete l’impressione di non aver fatto gran che… Ebbene, è qui che vi sbagliate. Se foste chiaroveggenti, vedreste il bene che la vostra presenza ha potuto fare a vostra insaputa a coloro che avete incrociato.

Una predica di Joshu

Durante una predica, Joshu disse:

Una statua di metallo di Buddha fonde nel forno.
Un Buddha di legno si consuma nel fuoco.
Un Buddha di argilla si discioglie nell’acqua.
Un autentico Buddha dimora nell’intimo.

Un sassolino contro una canna di bambu'

Kyogen si era impegnato per anni nella ricerca dell'illuminazione. Aveva studiato a fondo i sutra buddhisti, aveva meditato per giorni interi, aveva analizzato vari koan, aveva ridotto il sonno e il cibo, aveva fatto i lavori più umili. Ma tutto era stato inutile.
Così si presentò al maestro e gli disse: "Non ce l'ho fatta. Me ne vado via".

Due detti di Joshu

Due detti di Joshu, un maestro zen e di meditazione molto famoso vissuto tra l’ottavo e il nono secolo:

Lo splendore dell’essenza - Jiddu Krishnamurti

La scorsa notte mi sono svegliato con il noto senso di totale immobilità e silenzio; il cervello era pienamente sveglio e intensamente vivo; il corpo era calmissimo. Questo stato è durato per circa mezz'ora. Questo, a dispetto di una giornata sfibrante.

Poesie tratte dallo Zenrin Kushu

Poesie tratte dallo Zenrin Kushu, una raccolta zen del XV secolo.

Nessun bisogno di colline e di ruscelli per una meditazione pacifica.
Quando la coscienza si acquieta il fuoco si rinfresca di sé.