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Upanishad

Presso la religione induista, le Upanishad sono scritture sacre nelle quali vengono insegnate sia la meditazione che la filosofia e fanno parte delle Shruti, o scritture post-vediche. Contengono diversi argomenti spirituali, e, dei 123 libri, solo 12 sono accettati come più importanti.

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Il termine Upanishad deriva dal Sanscrito: upa (vicino), ni (sotto) e shad, (sedersi), ossia "sedersi vicino", (ad un guru, o maestro spirituale) suggerendo l'azione di ascolto di insegnamenti spirituali. Le Upanisad sono i commentari ai Veda, loro fine putativa ed essenza, conosciuti anche come Vedanta o ("Fine dei Veda").

[...] A causa della loro predisposizione filosofica e natura mistica comprendente sia tutti i rituali, sia i princìpi dell' Uno Brahman e dell'Atman interiore, le Upanisad sono intrise di un sentimento universale infuso nella cultura in tanti modi, culminato nella creazione delle tre scuole Vedanta.

La sintesi di tutte le Upanishad si può concentrare in una frase: "Tat Tvam Asi" (Tu sei quello). L'inconcepibile Brahman è la stessa nostra anima, o Atman. Solo noi possiamo realizzarla utilizzando la discriminazione per sfondare il muro dell'illusione, il velo di Maya.

Le Upanishad si distinguono come un chiaro invito verso l'auto-realizzazione ...

Le Upanishad contengono sia le prime che le definitive interpretazioni sulle parole divine, come l'Aum, la vibrazione cosmica alla base di tutta l'esistenza e contiene le trinità multiple dell'essere e i principi inclusi dell'Uno-Sè.

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