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Sofferenza (dukkha) - Henepola Gunaratana

Sofferenza è un termine fondamentale nel pensiero buddista. È una parola-chiave e va capita bene. Il termine pali è dukkha e non indica soltanto il dolore del corpo. Include anche quel sottile e profondo sentimento di insoddisfazione che è parte di ogni momento psichico e che deriva direttamente dal sempre mutevole sostrato mentale.

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L'essenza della vita è sofferenza, disse il Buddha. A prima vista sembra un'affermazione troppo cupa e pessimistica. Sembra perfino falsa. Dopotutto, c'è abbondanza di periodi di tempo in cui siamo felici. Non è così? No, non è così. Sembra soltanto. Prendi un momento qualsiasi in cui ti ritieni davvero soddisfatto ed esaminalo approfonditamente. In fondo, sotto la gioia, troverai quel sottile e onnipervadente ronzio carico di tensione, la sensazione che, non importa quanto questo momento sia fantastico, sta comunque per concludersi. Non importa quanto tu abbia guadagnato o vinto, sei destinato o a perderne una parte o a passare il resto dei giorni a custodire quel che hai ottenuto e a progettare come averne di più. E, alla fine, sei destinato a morire. Alla fine, perderai tutto. È tutto transitorio.

(Henepola Gunaratana)

Commenti

  1. Dopotutto, c'è abbondanza anche di periodi di tempo in cui non siamo felici. Non è così? No, non è così. Sembra soltanto. Prendi un momento qualsiasi in cui ritieni che la tua vita sia miserevole ed esaminalo approfonditamente. In fondo, sotto la sofferenza, troverai colui che sperimenta tutto ciò: fermo, calmo, irrimovibile.
    La sofferenza, la felicità, le cose belle, le cose brutte, il mondo, la vita: tutto viene e va. Ma il soggetto è sempre fermo, sempre lì. Io non posso non essere perché io sono.

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