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Là dove c'è unità

L'occhio non può vederlo, la mente non può afferrarlo; il Brahman non ha casta né razza, né occhi, né orecchi, né mani, né piedi; i saggi dicono che è infinito nel grande e nel piccolo; sempiterno e immutevole, è la scaturigine della vita. (Mundaka Upanishad)


Riconosci che ciò che appare è falso. Soltanto l'Immanifesto dura. Quando capirai la verità di quest'insegnamento, non dovrai ricadere nell'irrealtà. Il Brahman è infinito, dentro e fuori dal corpo, come lo specchio e l'immagine nello specchio. Proprio come l'aria è dappertutto, attorno al vaso e dentro il vaso, così l'Imperituro riempie la totalità delle cose e tutte le attraversa. (Ashtavakra Gîtâ I, 18-20)

Dove c'è separazione si vede un altro, si odora un altro, si gusta un altro, si parla a un altro, si ode un altro, si tocca un altro, si pensa a un altro, si conosce un altro. Ma là dove c'è unità, l'uno senza un due, quello è il mondo di Brahman. È questo lo scopo ultimo della vita, il tesoro più prezioso, la somma gioia. Coloro che non cercano di arrivare a questa meta eccelsa non vivono che una minima parte di questa gioia. (Brihadaranyaka Upanishad)

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Thich Nhat Hanh, monaco zen vietnamita, poeta e attivo sostenitore dei processi di pace, maestro di meditazione, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo. Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha interpretato e promosso, fin dalla giovinezza, il buddhismo quale strumento per portare pace, riconciliazione e fratellanza nella società.

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