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La povertà e' illegale

Sottotitolo, anche se questo è un sito che si occupa abitualmente di meditazione e non di politica: "L'urlo della violenza politica , l'opinione di un indignato pacifico".

La violenza è una piaga e, se possibile, è sempre da rigettare. Quando sussistono problemi impellenti e vitali bisogna percorrere, innanzitutto, le vie meno cruente; e solo in ultima istanza, quando la controparte si dimostra irrimediabilmente sorda, lasciare che il proprio istinto di sopravvivenza segua il suo corso. Ma a questo punto sorge l'ineluttabile domanda: chi è più violento?

E' più violento il tuo aguzzino, barbaro e pagano, che – in senso lato – ti affama sistematicamente, nonché ti costringe all'inedia nel modo più gretto, vile e disumano possibile; o sei più violento tu che ti appigli a ciò che ti sembra l'ultima ancora di salvezza plausibile? E' più violento quell'amministratore che in barba al benché minimo senso etico è dedito a perorare i suoi esclusivi interessi, a soddisfare le sue più intime voglie; o sono più violenti i ragazzi derubati anzitempo dell'unico bene che già possiedono, il loro futuro? O sono più violenti quei disoccupati che protestano, disperati e senza scelta, nell'oramai vana illusione che quel briciolo d'umanità residua di chi detiene immeritatamente il potere li ascolti e li soccorra? O sono più violenti i precari, sfruttati, malpagati, come se non bastasse, per giunta, derisi, che anelano a condizioni e retribuzioni più congrue?

La risposta è semplice. I responsabili di cotanto immorale e disgustoso scempio non sono le forze di polizia che tentano di mantenere giustamente l'ordine, ma hanno nome e cognome. Riconoscerli è molto semplice. Sono quelle entità subumane abbarbicate disgustosamente al potere. Ciò che li smaschera è proprio l'incredibile ostinazione con cui si aggrappano a ruoli del tutto transitori che hanno conquistato con la menzogna e l'inganno e che dunque non meritano. Denunciamoli dovunque a chiare lettere con un'insistenza così parossistica che li faccia vergognare d'esistere.

Dio voglia che si pentano e comprendano che il primo crimine è commesso sempre da tutti quelli che sono causa, diretta o indiretta, di povertà; da chi evade, ad esempio, le tasse, come da coloro che si attribuiscono emolumenti del tutto sproporzionati. Ladri nel sonno della coscienza, nella notte della consapevolezza, nel più assoluto buio dell'animo; esseri infernali privi di compassione e che godono e si nutrono dell'altrui sofferenza.

(Note: "La povertà è illegale" è una frase di Don Gallo)

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