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A proposito di abusi

Uno degli aspetti più emblematici e al contempo oscuri e terrificanti della cosiddetta civiltà religiosa occidentale è l'abuso. Oramai le notizie sulla pedofilia clericale - cioè di uno sparuto, per fortuna molto esiguo, numero di preti - si susseguono pressoché di continuo. Gli organi di stampa, pur di attirare l'attenzione dei lettori, o elemosinare la vendita di qualche copia in più amplificano e deformano i messaggi proponendo titoli che alterano, di fatto, l'obiettività della comunicazione.


Il problema è che la maggior parte dei lettori si limitano o restano impressionati dalle battute introduttive. Proprio quelle elaborate in modo più distorto, tanto accattivanti quanto ambigue. Il risultato finale è praticamente scontato. Il disgusto coglie i lettori e apre loro gli occhi su una verità - relativa - che non esiste.

Quindi, sia chiaro, un conto è dissentire nei confronti di una religione che impone - specialmente ai più innocenti - una dottrina così fantasiosa quanto pagana (idolatra) senza poi esser davvero in sintonia nemmeno con i più elementari principi del Vangelo che predica. Vedi, ad esempio, il suo incredibile patrimonio immobiliare. Ben altro screditarla complessivamente sulla base di poche insulse pecore nere. Ma tant'è, chi di dottrina ferisce ...

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La pace è ogni passo.
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(Thich Nhat Hanh, La pace è ogni passo)

Thich Nhat Hanh, monaco zen vietnamita, poeta e attivo sostenitore dei processi di pace, maestro di meditazione, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo. Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha interpretato e promosso, fin dalla giovinezza, il buddhismo quale strumento per portare pace, riconciliazione e fratellanza nella società.

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