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L'Arte di guarire noi stessi... - Thich Nhat Hanh

Personalmente, vorrei che il ventunesimo secolo fosse chiamato il secolo dell’amore, perché abbiamo disperatamente bisogno di amore, il genere di amore che non produce sofferenza.
C’è un Buddha che si ritiene possa nascere in noi. Il suo nome è Maitreya. ”Maitri” significa “amore”. Così “Maitreya” significa “Signor Amore”. Per preparare la venuta di questo Buddha, abbiamo bisogno di tempo. Abbiamo bisogno di coordinare i nostri sforzi.

Diverse volte ho detto che il nuovo Buddha non può essere nella forma di una persona. Il nuovo Buddha prenderà la forma di un Sangha. ” Sangha” significa “comunità”, ”comunità di pratica”. Naturalmente io stesso e tutti i miei amici stiamo lavorando duramente in modo che il Buddha si manifesti come comunità, il Buddha come un Sangha.

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Il primo elemento dell’amore è “maitri”, la volontà di portare felicità a chi amiamo, alle persone che amiamo e quindi a noi stessi, perché sappiamo che se le altre persone sono felici, allora anche noi saremo felici. Il Buddha disse: - Quando ti svegli al mattino, poniti questa domanda: "Cosa posso fare oggi per rendere felice il mio Sangha?“ - Questa è una buona pratica.
Cosa posso fare oggi per renderlo felice? Cosa posso fare oggi per renderla felice?
Cosa posso fare oggi per renderli felici? Per rendere il mio Sangha felice?
Questa è la prima domanda che dobbiamo porci al mattino.

Vorrei dire qualcosa su questo argomento, perché penso che fare qualcosa possa portare felicità e anche non fare qualcosa sia ugualmente importante. Se siete capace di astenervi dal fare qualcosa potete rendere felici molte persone. La domanda potrebbe essere posta così: ”Cosa posso astenermi dal fare oggi per rendere felice il mio Sangha?”; perché nella nostra vita quotidiana potremmo fare cose che fanno soffrire coloro che amiamo. Perciò, il solo non farle è già sufficiente a renderli felici.

Cosa posso fare oggi per rendere felice il Sangha? Cosa posso astenermi dal fare oggi in modo da rendere felice il mio Sangha? Questa è proprio una buona domanda. Voi avete la volontà di amare e di rendere le persone felici. Sapete che sarete felici se lo saranno le altre persone. Non è in questione la vostra buona volontà, voi realmente volete amare, volete far felici gli altri. Così volete che non resti solo un desiderio, ma intendete farne una realtà. Perciò cercate di fare qualcosa, o di non fare qualcosa, in modo che la felicità sia possibile.

Il giorno della consapevolezza che organizziamo ogni settimana nella nostra famiglia può essere un'ottima opportunità per noi per imparare (a rendere felici le persone). Un giorno di consapevolezza è come avere una “stanza del respiro” nella vostra casa. È qualcosa che una famiglia civilizzata dovrebbe praticare. Anticamente le persone non lavoravano la domenica. A Plum Village chiamiamo il sabato “giorno della pigrizia”; essere pigri non è facile. Dovete imparare ad esserlo. Nel giorno della pigrizia, sono solito fare alle persone questa domanda : “Caro amico, sei abbastanza pigro?” Praticare un giorno della pigrizia non è facile, perciò dobbiamo sostenerci l’un l’altro in modo da farne realmente un giorno di pigrizia, perché abbiamo la tendenza a lavorare duramente, ad essere indaffarati. Un giorno di consapevolezza, o magari mezza giornata di consapevolezza, è ciò che dobbiamo fare per aumentare la felicità nella nostra famiglia, nella nostra società.Il problema è come organizzare la mezza giornata o la giornata di consapevolezza così che ognuno ne possa godere. Non dovrebbe essere una pratica dura, perché non mi piace molto il termine pratica “dura” o “intensiva”, che significa “pratica intensiva di meditazione”. Quando bevo un bicchiere d’acqua in consapevolezza, pratico la consapevolezza del bere e ricevo molta gioia e pace mentre bevo un bicchiere d’acqua. Ma posso bere il mio bicchiere d’acqua intensivamente? No. Non significa niente per me. Per bere l’acqua, bevetela solo con consapevolezza. Più siete consapevoli, più il bere diventa un piacere. Il problema è se bevete consapevolmente o no. Il problema non è se bevete intensivamente o non intensivamente. Lo stesso è per la meditazione camminata. Se camminate con consapevolezza, i vostri passi vi porteranno molta gioia e pace. In caso contrario, invece, non ci saranno né gioia né pace. Non è un problema di essere intensivi o non intensivi.

Così abbiamo bisogno dell’intelligenza di ognuno nella famiglia per rendere il giorno della consapevolezza un giorno davvero piacevole. E un giorno di consapevolezza, secondo me, è un giorno in cui pratichiamo ciò che possiamo fare per la felicità di coloro che amiamo. E’ davvero importante che nella famiglia, nella società, si pratichi insieme; altrimenti potrebbe essere molto difficile. Immaginate una famiglia di cinque persone. Solo una persona vuole praticare la consapevolezza. E’ possibile, ma è estremamente difficile. Così, se siete in una famiglia dove ognuno è d’accordo sul praticare una giornata di consapevolezza, siete persone molto fortunate. E dovrete usare tutta la vostra intelligenza. Dovrete spiegare a vostro padre, a vostra madre, ai vostri fratelli e sorelle, come vi piacerebbe organizzare una giornata di consapevolezza. Ripeto, una giornata di consapevolezza alla settimana è qualcosa di culturalmente molto evoluto, perché sappiamo che senza pace, senza calma, la felicità non sarebbe possibile.

Una giornata di consapevolezza è un periodo di tempo in cui pratichiamo e godiamo della pace. Godiamo della calma. Godiamo della comunicazione. Non è perché potete parlare molto, che potete comunicare. E’ perché siete quieti, calmi, profondamente in ascolto dell’altra persona. Nella giornata di consapevolezza non si parla molto. Praticate l’ascolto profondo, con la vostra calma, con la vostra pace e ognuno fa lo stesso. Ciò non significa che la gioia diminuirà. In una giornata di consapevolezza, anche quando le persone non parlano molto tra loro, comunicano di più in molti altri modi. Può essere una giornata molto gioiosa e felice. Penso sarete tutti d’accordo con me che il giorno della pigrizia ogni settimana qui è una giornata molto bella. Sebbene pratichiamo il silenzio, questo silenzio è molto utile. Aiuta la comunicazione. Non è oppressivo.

Cosa posso fare per rendere felici le persone che amo? Questa è la nostra pratica nella giornata di consapevolezza. Per me, per rendere un’altra persona felice si deve praticare l’essere qui. Praticare l’essere qui è l’essenza della meditazione buddhista.
Tuttavia durante la settimana non siete lì con le persone che amate. Siete sempre assenti, anche se state mangiando con loro o guardando con loro la televisione. Non siete realmente lì per loro. Non avete reso la vostra presenza vera e disponibile alle persone che amate. Per me amare significa essere lì per la persona amata. E’ molto semplice, ma è una pratica molto profonda.
Nella meditazione buddhista impariamo come respirare, come camminare, come sorridere, così da essere lì interamente con la nostra vera presenza, perché questa è la cosa più preziosa che possiamo dare alle persone che amiamo. Quando andate da vostra madre e sedete quietamente vicino a lei guardatela e ditele: ”Mamma, sono realmente qui per te”, state praticando la meditazione, perché siete veramente lì con la persona che amate.

La giornata della consapevolezza, perciò, deve essere un giorno in cui i membri della stessa famiglia devono essere realmente lì l’uno per l’altro. Questo è il principio. Come farlo? Conto su di voi affinché voi me lo diciate. Così abbiamo bisogno di sederci insieme e scoprirlo.
Le compagnie televisive che pubblicizzano i loro prodotti dicono: “Noi uniamo le persone”. Intendono dire che cose come videocassette e programmi televisivi uniscono le persone.
Non credo molto a questo perché, come vedo, le persone che trascorrono la giornata separate dagli altri e tornano a casa molto stanchi non hanno tempo di essere con gli altri. Accendono il televisore e si perdono in quello. Per cui la televisione non unisce le persone.

Cosa, allora può unire le persone? Penso una giornata di consapevolezza. Praticare l’essere lì l’uno per l’altro. Questo è molto importante. Questo è un tipo di risposta alla sofferenza del nostro tempo e per le persone che amiamo; ciò è molto importante. In un centro di meditazione come Plum Village possiamo imparare metodi per produrre la nostra vera presenza per noi stessi e per le persone che amiamo. Praticare il respiro consapevole, praticare il sedersi in tranquillità, sorridendo. Praticare la meditazione camminata. Praticare il bere un bicchiere d’acqua in consapevolezza. Praticare il mangiare il pranzo in consapevolezza. Tutto ciò per produrre la tua vera presenza. Ciò è molto importante, perché questa è l’essenza dell’amore, essere lì, disponibile, per le persone che ami.

Cosa posso fare per renderle felici? Stiamo parlando di cosa possiamo fare, ma non parliamo di come possiamo essere. Il fare, forse, è meno importante dell’essere. Essere lì, fresco, calmo e amorevole. Penso sia il fondamento dell’amore. Ciò che potete fare è solo di secondaria importanza. Perciò praticate la meditazione in modo che possiate essere realmente lì, con un po’ di calma, con un po’ di pace, con un po’ di freschezza, e sapete che la vostra pratica di meditazione è buona meditazione, buona pratica. Questo è l’intero processo dell’apprendere.
Se avete raggiunto qualche progresso, dite a vostro fratello e sorella come avete fatto meditazione per essere più presente per il vostro amato.
Penso che la mia conversazione debba essere focalizzata su questi metodi di pratica.

Ho fiducia che voi sappiate come condividere la colazione insieme con consapevolezza, con gioia.
So che ci sono persone che al mattino, prima di iniziare a lavorare, fanno colazione come ogni altro, ma non praticano l’essere lì per le persone che durante il giorno saranno lontane e che non potranno vedere per molte ore, forse otto o dieci. Invece di bere il loro the o il loro caffè consapevolmente e sorridendo alla persona seduta all’altro capo del tavolo, tengono un giornale come questo e si nascondono dietro un foglio di carta. Non è molto saggio. Non è molto bello.

Così in una giornata di consapevolezza non vogliamo fare cose come questa. Non vogliamo accendere il nostro televisore. Spegniamo ogni cosa, eccetto una: la nostra presenza.
Accendiamo la nostra presenza e, iniziando la mattinata, quando ci alziamo, pensiamo: “Cosa posso fare per renderli felici? Cosa dovrei trattenermi dal fare in modo da renderli felici?” Per favore rispondete a queste domande in dettaglio, così saprete come organizzare una meravigliosa giornata di consapevolezza.

Fare colazione insieme è un’arte. Come preparare la vostra colazione e come sedersi e godersi la colazione insieme? Ho bisogno di molti incontri di discussione di Dharma per scoprirlo.
Potremmo approfittare molto del vostro sguardo profondo collettivo, della vostra conoscenza, della vostra esperienza su come organizzare una colazione dove gioia, pace e amore siano possibili.
Regalateci una discussione di Dharma, raccontateci, offriteci una discussione di Dharma che ci insegni come farlo. Ci sono alcuni tra noi che preparano la propria colazione mentre inspirano ed espirano, sorridendo al pane, al latte, al muesli e così via, e che sono pieni d’amore nel cuore.

“Sto preparando questa colazione per il mio Sangha. Sto nutrendo il mio Sangha perché il mio Sangha è il mio corpo, il corpo del Sangha. Anche se gli altri fratelli e sorelle non contribuiscono a preparare la colazione, non voglio essere arrabbiato, perché sto preparando la colazione con amore.”
“Così non c’è gelosia, non c’è rancore nel mio cuore. Mentre preparo la mia colazione, sono nutrito con amore. Il mio Sangha è me, il mio Sangha è il mio corpo, perciò preparo la mia colazione con gioia.”

Prima che i bambini escano a giocare, vorrei ricordare loro la pratica di far visita al Buddha, che ho proposto ai bambini in Olanda.
Facendo visita al Buddha, ricordate che il Buddha è dentro voi stessi, quello è il vero Buddha. Il Buddha che vedete in giardino è un Buddha, ma è fatto di gesso, e non è il vero Buddha. Quando vi inchinate a quel Buddha, se vi inchinate correttamente, prendete contatto con il Buddha in voi stessi. Un vero Buddha non è fatto di rame o oro o gesso. Un vero Buddha è fatto di consapevolezza. La consapevolezza porta comprensione, pace e amore. Così, inchinatevi al Buddha in modo tale da prendere contatto con il Buddha interiore e comprendete che Buddha non è qualcosa di astratto; è la vostra consapevolezza.
Avete provato ad essere consapevoli a volte. Siete ben capaci di bere un bicchiere di latte consapevolmente. Un giorno stavo bevendo il mio latte, molto lentamente e consapevolmente.
Vidi la mucca come mia madre adottiva. Mi sono sentito molto felice di poter scegliere di non mangiare mia madre. Sono vegetariano e mi sento molto fortunato a non essere costretto a mangiare la carne di mia madre adottiva. Ogni volta che mi reco da Upper Hamlet a Lower Hamlet, guardando la paglia, vedo il latte in essa, perché una mamma mucca la mangerà ed essa diverrà latte. Così quando guardo il latte vedo la paglia e quando guardo la paglia vedo il latte, vedo l’acqua, vedo il cielo, vedo la luce del sole e pratico così tutto il giorno. Posso vedere la natura dell’inter-essere in ogni cosa, in ognuno.

Questo è davvero meraviglioso perché mi rivela un meraviglioso mondo di interconnessione.
Cercando di guardare alle cose così si ridurrà tutta la mia paura, la mia discriminazione e la mia rabbia. E’ molto importante, perché nel Buddhismo parliamo di liberazione dalla sofferenza attraverso la comprensione. I bambini dimostrano di essere capaci di essere compassionevoli, di essere amorevoli, di essere calmi a volte, perciò il Buddha è davvero in loro. Non c’è dubbio.
Quando formo con le mani un fiore di loto e mi inchino ad un bambino, dico: ”Un loto per te, mio caro, che sei un futuro Buddha”. Se volete essere un Buddha, potete essere un Buddha. Un Buddha è qualcuno che è fatto di consapevolezza. Sapete come bere un bicchiere di latte consapevolmente. Sapete come camminare consapevolmente o come respirare consapevolmente. Mentre fate tutto ciò, prendete contatto con il Buddhità in voi, la natura di Buddha in voi.

Così è molto bello far visita al Buddha interiore di tanto in tanto. Potrebbe piacervi sedere tranquillamente ed inspirare ed espirare per qualche minuto per calmarvi e poi chiedere: ”Piccolo Buddha, mio piccolo Buddha, sei qui?”. Chiedete molto profondamente, fate la domanda molto profondamente e tranquillamente: ”Mio piccolo Buddha, sei qui?”. Inizialmente potreste non sentire la risposta. C’è sempre una risposta, ma se non siete sufficientemente calmi, non la sentite.
”C’è nessuno lì? Piccolo Buddha sei lì?”. In un secondo momento iniziate a sentire la voce del vostro piccolo Buddha che ti risponde: ”Si, mio caro, naturalmente sono sempre qui per te”. Quando sentite questo, sorridete. ”Lo so, piccolo Buddha, sei la mia calma. So che sei sempre lì e ho bisogno di te, di essere calmo, di tanto in tanto. Talvolta non sono abbastanza calmo. Urlo, mi comporto come se non avessi il Buddha in me. Ma, poiché so che sei lì, so che ho la capacità di essere calmo. Grazie, piccolo Buddha, tu sei la mia calma. Ho bisogno di te per essere lì”. E il piccolo Buddha dice: ”Naturalmente sarò lì per te tutto il tempo. Allora vieni e fammi visita ogni volta che ne hai bisogno”.
Questa è la pratica del toccare il Buddha interiore. E’ una pratica molto importante. Non solo per i bambini. Per tutti noi.

Amo sedermi vicino ai bambini per la loro freschezza. Ogni volta che tengo per mano un bambino e pratico la meditazione camminata, faccio sempre tesoro della freschezza di lui o di lei. Potrei offrirgli od offrirle la mia stabilità, ma faccio sempre tesoro della loro freschezza, tenendo la mano di un bambino in consapevolezza, offrendogli un po’ di stabilità, e ricevendo molta freschezza.
Potete dire: ”Caro piccolo Buddha, sei la mia freschezza. Grazie per essere lì”. Avete confidenza, perché siete stati capaci di essere freschi molte volte. Se prendete contatto con il Buddha, la freschezza in voi continua a crescere. Anche gli adulti hanno praticato così: ”Caro piccolo Buddha, sei la mia tenerezza”. La tenerezza è ciò di cui tutti noi abbiamo bisogno, ed i bambini dimostrano di essere teneri, molte volte. ”Caro piccolo Buddha, sei la mia consapevolezza”. Questo è vero, perché un Buddha è qualcuno che è costituito di un’energia chiamata consapevolezza. Essere consapevole significa essere consapevole di ciò che sta avvenendo, e questo è possibile solo quando siete realmente lì. Se siete realmente lì al cento per cento, sarete consapevoli di ciò che sta succedendo. Questa è una pratica davvero cruciale.

“Caro Buddha, sei la mia comprensione”. Vero; Buddha è la capacità di comprensione, perché se siete lì, siete molto vigili. Sapete ogni cosa che sta avvenendo, questo perché comprendete le cose e le persone molto facilmente. Così: ”Piccolo Buddha, sei la mia comprensione. Ho molto bisogno di te, perché so che comprendere è la base dell’amore”. Se non comprendete qualcuno, non potete amarlo od amarla. Questo è il motivo per cui comprendere è cosi fondamentale.

“Caro piccolo Buddha, sei il mio amore, sei la mia capacità di amare”. I bambini hanno naturalmente la capacità di amare. Se prendono contatto con questa capacità ogni giorno il loro amore crescerà, la loro capacità di amare crescerà e saranno sulla strada della completa realizzazione del Buddha interiore.

Così praticate sedendo e prendendo contatto con queste qualità del Buddha in voi. Toccherete il vero Buddha, non il Buddha fatto di gesso o rame o smeraldo.
Per il praticante Buddha non è un dio. Buddha non è qualcuno lassù nel cielo od in cima ad una montagna. Buddha è vivo; è un Buddha vivente in noi. Ditemi di una persona che non abbia in sé la natura del Buddha. No, nel Buddismo Mahayana, il più importante messaggio di tutti i sutra è che ognuno ha la capacità di essere un Buddha, la capacità di amare, comprendere ed essere illuminato. Questo è il più importante messaggio di tutti i sutra.

Questa è una pratica molto profonda. Potete trascorrere soltanto tre o quattro minuti su questa pratica. Può farvi piacere mettere le dita sul cuore e praticare facendo visita al Buddha interiore. Il Buddha è nel vostro cuore, e ovunque nel vostro corpo, non solo nel vostro cuore. Anche nel vostro stomaco. Talvolta sentite che quella paura è nello stomaco, ma potete sapere che il Buddha è nello stomaco nello stesso momento. Sta a voi scegliere. Dopo qualche minuto di pratica come questa, da soli od insieme ad altri amici, potete dire: “Caro Buddha, è molto confortante sapere che sei lì”. Il Buddha dice sempre: ”Naturalmente, sono sempre lì per te. Ma, per favore, fammi visita più spesso”, perché ogni volta che fate visita al Buddha, il Buddha in voi ne trae vantaggio. Il Buddha in voi vuole avere più spazio ed aria per respirare, perché durante il giorno forse avete sofferto molto ed avete portato in voi rabbia, odio, frustrazione, sofferenza. Così private il Buddha di aria fresca per il respiro interiore. Così il vostro piccolo Buddha potrebbe cominciare a soffocare dentro. Ma ogni volta che praticate il toccare il Buddha, portate molto spazio ed aria. Il Buddha interiore ha la possibilità di crescere. E’ molto importante.
A cosa serve la meditazione seduta? A cosa serve la meditazione camminata? A dare al Buddha interiore una possibilità di crescere.

“Caro piccolo Buddha, ho molto bisogno di te”. E il piccolo Buddha in voi dirà: ”Caro, anch’io ho molto bisogno di te. Per favore, vieni e fammi visita più spesso”.

Questa pratica è chiamata “riconnettersi al Buddha” ed è insegnata in ogni scuola di Buddismo.
Prendete contatto col Buddha, prendete contatto con le qualità del Buddha e sappiate che il Buddha è assolutamente reale, non una nozione, ma una realtà. Il nostro compito, la nostra vita, la nostra pratica è nutrire il Buddha e dare a noi stessi e alle persone che amiamo una possibilità.

Thich Nhat Hanh

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