Passa ai contenuti principali

La nascita del divin fanciullo

Quando la nascita del bambino fu imminente, secondo il costume, la regina si apprestò a tornare alla casa dei suoi genitori, nel regno adiacente. La mattina presto il re inviò alla regina soldati per la scorta, insieme con i cortigiani e i servi ed ella fu portata nel palanchino reale, in processione verso la casa paterna. Mentre transitava per il magnifico boschetto di Lumbini, con i suoi alberi maestosi e fiori profumati, la regina decise di fare due passi per i sentieri ombrosi e di riposare un poco. Allorché giunse presso a un gigantesco albero di sal (shorea robusta), cominciò improvvisamente il travaglio.

Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - zen

Gli accompagnatori allestirono in fretta per lei una tenda e si ritirarono. Mentre la regina stava in piedi tenendosi a un ramo, nacque il futuro Buddha, conosciuto come il Bodhisatta (Bodhisattva). La sua nascita fu accolta da musica celestiale e da altri eventi meravigliosi. Gli dèi celesti salutarono il bambino, cantando: «Grande essere, tu sei il Re del Mondo». Così il bambino dorato entrò in questo mondo il giorno della luna piena di maggio (Visakha o Vesak). Gli fu dato il nome di Siddhattha (o Siddhartha), che significa «Tutti i desideri sono soddisfatti». Il suo cognome era Gôtama (Gautama), ed era membro del clan dei Sakya.

Bhikkhu Dharmapali


L'ottavo figlio di Devaki nacque alla mezzanotte di una notte buia e tempestosa nel mese di Sravan. Il bambino era scuro come le nuvole che coprivano il cielo notturno. Perciò fu chiamato Krishna, che significa «lo scuro» oppore «il nero».

Srimad Bhagavata


Non appena nacque, il Bodhisattva stette saldamente in piedi; poi fece sette passi a nord e, mentre lo riparavano con un parasole bianco, ispezionò ogni punto cardinale e proferì le parole del Capo del Gregge: «Sono l'eccelso nel mondo; sono il migliore del mondo; sono il primo al mondo. Questa è la mia ultima nascita; per me non ci sarà riproduzione dell'esistenza».

Majjhima Nikâya, 123

Commenti

Post popolari in questo blog

La trasformazione della mente - Dalai Lama

La mente può e deve trasformare se stessa. Può liberarsi delle impurità che la contaminano e assurgere al più alto livello.

I rischi della “zona intermedia” - Sri Aurobindo

In questo brano (la risposta ad un discepolo che gli chiedeva consiglio circa le proprie esperienze) Aurobindo tratta dei rischi della "zona intermedia": quello stato o periodo di confusione in cui si esce dalla coscienza personale e ci si apre a quella cosmica, senza aver tuttavia trasceso i livelli della mente umana.

"Tutte queste esperienze sono della stessa natura e ciò che vale per una vale anche per l'altra. A parte alcune esperienze di carattere personale, le altre sono o idee-verità, come quelle che si riversano dall'alto nella coscienza quando si entra in contatto con certi piani d'essere, oppure potenti formazioni provenienti dai più vasti mondi della mente e del vitale le quali, non appena il sadhaka si apre a tali mondi, si precipitano dentro di lui cercando di usarlo per realizzarsi. Queste cose, quando scendono o entrano nella coscienza, si presentano con una grande forza, un vivo senso d'ispirazione o illuminazione, una sensazione vivissim…

Age quod agis

Age quod agis: la locuzione tradotta letteralmente significa Fai (bene) quanto stai facendo. In maniera metaforica la frase costituisce un richiamo ad interpretare correttamente il presente, che solo è in nostro possesso e dal quale dipende l'avvenire.