Passa ai contenuti principali

Il figlio di Dio - Aivanhov

"Gesù diceva: «Chi crede in me farà le opere che io faccio e ne farà anzi di più grandi». Se egli fosse stato Dio stesso, come avrebbe potuto dire agli umani che essi avevano la capacità di fare opere più grandi delle sue? Come mai questa frase non è stata rimossa dai Vangeli?

Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - zen

Se si voleva realmente che si continuasse a credere in Gesù quale "figlio unigenito di Dio" - e dunque Dio egli stesso - bisognava eliminarla! Con le sue parole e col suo esempio, Gesù è venuto a far prendere coscienza agli uomini della loro filiazione divina. Ma come può la Chiesa volere che essi si ispirino a quell'esempio? Dicendo loro che Gesù è Dio, essa ha creato tra gli uomini e Lui una distanza incommensurabile. La Chiesa aveva il compito di far luce sull'insegnamento di Gesù, mostrando che l'essere umano esiste unicamente in quanto è abitato dal divino, e che la sua vocazione è quella di avvicinarsi sempre più a quel divino che egli porta in sé."

(Omraam Mikhael Aivanhov)

- Aivanhov su macrolibrarsi
- Aivanhov su Amazon.it
- Aivanhov su Wikipedia
- Prosveta pubblica le opere d'Aivanhov

Commenti

Post popolari in questo blog

La trasformazione della mente - Dalai Lama

La mente può e deve trasformare se stessa. Può liberarsi delle impurità che la contaminano e assurgere al più alto livello.

Age quod agis

Age quod agis: la locuzione tradotta letteralmente significa Fai (bene) quanto stai facendo. In maniera metaforica la frase costituisce un richiamo ad interpretare correttamente il presente, che solo è in nostro possesso e dal quale dipende l'avvenire.

Delle mosche del mercato - Friedrich Nietzsche

"Fuggi, amico mio, nella solitudine! Io ti vedo stordito dal chiasso dei grandi uomini e punzecchiato dagli aculei dei piccoli.
Il bosco e la roccia sapranno degnamente tacere con te. Sii simile all'albero che tu ami, quello dall'ampia ramaglia: che è sospeso quieto sul mare e silenzioso ascolta.
Dove finisce la solitudine, comincia il mercato; e dove comincia il mercato, comincia anche il chiasso dei grandi attori drammatici e il ronzio delle mosche velenose.