Passa ai contenuti principali

Le due frecce - Samyutta Nikaya

Facciamo l'esempio di un tale che, trafitto da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l'insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e — come reazione — si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà.

Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - zen

Così egli fa esperienza di due dolori: quello fisico e quello mentale. Afflitto dalla sensazione spiacevole, reagisce con avversione e, con questo atteggiamento, comincia a creare in sé un condizionamento di avversione. Infatti, allorché prova queste sensazioni sgradevoli, cerca una compensazione in qualche sensazione piacevole, perché — da persona ignorante qual'è — non sa rispondere correttamente a una sensazione spiacevole se non rifugiandosi nel piacere dei sensi. E quando comincia a godere di un piacere comincia ad instaurarsi in lui un condizionamento al desiderio, alla brama. È completamente inconsapevole di come vadano le cose. Ovvero non sa che le sensazioni sono impermanenti, non sa quale sia l'origine della sete di esse, non conosce il pericolo che le sensazioni rappresentano, e non sa quale sia il modo di non esserne schiavi. Questa sua incapacità crea dentro questo tipo di persona un condizionamento d'ignoranza. Provando sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre, l'ignorante, rimanendone condizionato, lontano dalla verità, è soggetto alla nascita, alla morte, alla vecchiaia, ai turbamenti, alle sofferenze, alle negatività. L'ignorante è così destinato all'infelicità.

(Samyutta Nikāya, XXXVI, 6, 391 - Parole del Buddha)

Commenti

Post popolari in questo blog

La trasformazione della mente - Dalai Lama

La mente può e deve trasformare se stessa. Può liberarsi delle impurità che la contaminano e assurgere al più alto livello.

I rischi della “zona intermedia” - Sri Aurobindo

In questo brano (la risposta ad un discepolo che gli chiedeva consiglio circa le proprie esperienze) Aurobindo tratta dei rischi della "zona intermedia": quello stato o periodo di confusione in cui si esce dalla coscienza personale e ci si apre a quella cosmica, senza aver tuttavia trasceso i livelli della mente umana.

"Tutte queste esperienze sono della stessa natura e ciò che vale per una vale anche per l'altra. A parte alcune esperienze di carattere personale, le altre sono o idee-verità, come quelle che si riversano dall'alto nella coscienza quando si entra in contatto con certi piani d'essere, oppure potenti formazioni provenienti dai più vasti mondi della mente e del vitale le quali, non appena il sadhaka si apre a tali mondi, si precipitano dentro di lui cercando di usarlo per realizzarsi. Queste cose, quando scendono o entrano nella coscienza, si presentano con una grande forza, un vivo senso d'ispirazione o illuminazione, una sensazione vivissim…

Age quod agis

Age quod agis: la locuzione tradotta letteralmente significa Fai (bene) quanto stai facendo. In maniera metaforica la frase costituisce un richiamo ad interpretare correttamente il presente, che solo è in nostro possesso e dal quale dipende l'avvenire.