Passa ai contenuti principali

L'incontro con se stessi - Carl Gustav Jung

"Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell'attore.

Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - zen

Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l'incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull'ambiente."

- Carl Gustav Jung - Amazon
- Carl Gustav Jung - Macrolibrarsi

Commento: "Dal punto di vista di colui che medita e, quindi, della meditazione in senso lato, incontrare se stessi equivale a familiarizzare con la propria interiorità."

Commenti

  1. Grazie per questo bellissimo post! Marina Borruso, che e' stata per lungo tempo mia insegnante di meditazione e direi meglio di vita ripeteva spesso: "il cammino spirituale non e' un cammino di benessere" ed e' verissimo, quando si inzia a guardare dentro se stessi si inizia a vedere la realta' e spesso non e' piacevole, ma questo cammino alle volte faticoso e' meraviglioso, perche' quello che man mano emerge e' la verita' di chi siamo, al di la' della maschera dell'ego! per quanto alle volte puo' essere faticosissimo vale la pena di percorrerlo!!! Grazie a tutti i miei insegnanti che mi hanno giudato e che tutt'ora mi guidano. Simona Napolitani

    RispondiElimina

Posta un commento

Per cortesia, aggiungi solo commenti pertinenti. Se, invece, hai altri quesiti o vuoi contribuire al blog con un articolo sulla meditazione visita questa pagina.

Post popolari in questo blog

La trasformazione della mente - Dalai Lama

La mente può e deve trasformare se stessa. Può liberarsi delle impurità che la contaminano e assurgere al più alto livello.

I rischi della “zona intermedia” - Sri Aurobindo

In questo brano (la risposta ad un discepolo che gli chiedeva consiglio circa le proprie esperienze) Aurobindo tratta dei rischi della "zona intermedia": quello stato o periodo di confusione in cui si esce dalla coscienza personale e ci si apre a quella cosmica, senza aver tuttavia trasceso i livelli della mente umana.

"Tutte queste esperienze sono della stessa natura e ciò che vale per una vale anche per l'altra. A parte alcune esperienze di carattere personale, le altre sono o idee-verità, come quelle che si riversano dall'alto nella coscienza quando si entra in contatto con certi piani d'essere, oppure potenti formazioni provenienti dai più vasti mondi della mente e del vitale le quali, non appena il sadhaka si apre a tali mondi, si precipitano dentro di lui cercando di usarlo per realizzarsi. Queste cose, quando scendono o entrano nella coscienza, si presentano con una grande forza, un vivo senso d'ispirazione o illuminazione, una sensazione vivissim…

Age quod agis

Age quod agis: la locuzione tradotta letteralmente significa Fai (bene) quanto stai facendo. In maniera metaforica la frase costituisce un richiamo ad interpretare correttamente il presente, che solo è in nostro possesso e dal quale dipende l'avvenire.