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Meditazione e impegno civile

È stato proposto per il premio nobel per la pace da Martin Luter King. Ha compiuto imprese umanitarie e politiche di rilievo mondiale. Si è sempre dedicato a praticare e divulgare la meditazione per il risveglio dell'uomo. Thich Nhat Hanh monaco buddista Zen, vietnamita, è esempio vivente di come la meditazione induca in uno stato di compassione (nel senso etimologico del termine di “patire con”) che trova uno sbocco naturale nell'impegno civile.

Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - zen

Scrive nel libro “La pace è ad ogni passo” (Ubaldini, Roma): Corrotto o irreprensibile sporco o puro. Sono concetti creati dalla mente. La bella rosa appena colta e messa in vaso è pura. Profuma di buono, di pulito. Il secchio della spazzatura è l'opposto. Un mucchio di roba marcia e puzzolente. Questo, se ci fermiamo alla superficie. Guardando meglio, vedremo che fra cinque o sei giorni anche la rosa diventerà spazzatura. […] E se guardiamo nel secchio della spazzatura, vedremo che nel giro di pochi mesi il suo contenuto diverrà tanta bella verdura, o magari una rosa. Un bravo giardiniere biologico vede nella rosa la spazzatura e nella spazzatura la rosa. Se esaminiamo a fondo i concetti di purezza e corruzione, ritorniamo alla nozione di inter-essere”.

[…] Ricchezza e povertà, ad esempio. La società del benessere e la società del sottosviluppo intersono. La ricchezza dell'una è fatta della povertà dell'altra. “Questo è così com'è perché quello è così com'è”. La ricchezza è fatta di non-ricchezza. […] Perciò stiamo attenti a non farci imprigionare dai concetti. La verità è che ogni cosa contiene tutto il resto. Non possiamo essere e basta, possiamo solo inter-essere. Siamo responsabili di tutto ciò che accade intorno a noi. […] Il nostro ruolo di cittadini comporta una grande responsabilità. La vita quotidiana, la scelta delle bevande e dei cibi, sono in rapporto con la situazione politica mondiale.

“Inter-essere” è un concetto rivoluzionario, così come lo sono tutte le scoperte dell'acqua calda che finalmente vengono tradotte dal piano della teoria a quello della pratica. Che in qualche modo siamo interdipendenti rispetto all'universo, lo sapevano anche gli uomini primitivi mentre veneravano il fulmine per propiziarsene il favore. In seguito, mai l'umanità, nemmeno la più civilizzata, ha avuto il coraggio di ripudiare totalmente paganesimo e panteismo, magari relegandoli in forme di superstizione popolare o subordinandoli in rigide categorie monoteistiche (Dio ha dato origine a tutto il creato, che quindi è divino in subordine, per derivazione). Ma nella vita pratica, la consapevolezza del “divino in tutte le cose”, direttamente legata al concetto di interdipendenza, è mancata ben presto nella storia dell'uomo: dai romani che distruggono Cartagine spargendo sale perché non ricresca più un filo d'erba, ai contemporanei che ammazzano uomini, donne e bambini per qualche barile in più di petrolio. Dai sacrifici umani in favore delle divinità, alla caccia alle streghe colpevoli di praticare l'erboristeria, all'utilizzo smodato, irresponsabile e inquinante della tecnologia e della scienza.

La riscoperta dell'acqua calda, dunque: se siamo un tutt'uno, perché fare del male a te quando poi inevitabilmente si ripercuote su di me, su ciò che mangio, sulla pianta del mio giardino, sui miei amici? Se poi trascendiamo i concetti di te e me, di uno e altro, per arrivare all'essenza della meditazione dove tutto è uno, o nulla, la portata del concetto di “inter-essere” si rivela dirompente. Perché allora diventa possibile “tradire” il proprio ordine monastico per rifondarne uno più integrato nella contemporaneità; portare migliaia di monaci nei campi profughi anziché nei dorati templi della preghiera; trascendere l'esilio sentendosi energico e vitale come a casa; indurre un ministro della Difesa americano (McNamara) alle prese con il Vietnam ad una crisi di coscienza, così profonda da contribuire in poco tempo alle sue dimissioni; lavorare per la salvezza dei boat-people vietnamiti e contemporaneamente per quella dei loro ex-killer, i reduci americani. Grandioso. Solo un uomo di profonda consapevolezza può riuscirci. Si intuisce dove porti la meditazione: alla consapevolezza che la molteplicità del tutto è uno e che tu sei tutto.

(Meditazione e impegno civile: Thich Nhat Hanh e l'inter-essere Di Roberta Marzola, tratto da: Stranamente, #1, Febbraio 2004, jubaleditore.net)

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