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Fenomenologia dello spirito

Lo spirito passa da livelli di coscienza bassissimi fino a livelli elevatissimi: ed è per questo che la Fenomenologia è la storia dello spirito ma anche della coscienza.
Lo scopo di tale percorso individuale consiste nel vedere dentro di sé, individualmente, cosa ha fatto l'umanità nella sua storia.
Le quattro tappe fondamentali in cui si articola la Fenomenologia sono: coscienza, autocoscienza, ragione e spirito.

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Entrando nel dettaglio della dialettica servo-padrone, Hegel spiega che l’uomo (l’autocoscienza) ha bisogno di un altro uomo (un’altra autocoscienza) per svilupparsi attraverso rapporti conflittuali. Però, tali rapporti conflittuali, non devono mai portare all’annullamento dell’autocoscienza antagonista. Perciò il rapporto - conflitto tra le autocoscienze non porta mai alla distruzione totale di uno dei rivali, ma porta all’asservimento, ovvero al prendere possesso in forma di schiavitù dell’autocoscienza antagonista: un’autocoscienza diventa padrona, l’altra schiava.
Naturalmente a diventare padrona sarà l’autocoscienza più forte, dove per forza s’intende non la forza fisica e materiale, ma quella spirituale e “colui che diventa padrone è colui che non ha avuto timore della morte“.
C'è chi, piuttosto di diventare schiavo, preferisce correre il rischio della morte e chi, viceversa, piuttosto di correre il rischio della morte, preferisce diventare schiavo: in altre parole, vince per davvero chi fa prevalere dentro di sé l’aspetto spirituale (rifiutando la servitù) e riesce a sconfiggere quello materiale (il timore della morte della carne).
Disprezzando la servitù e preferendo la morte, si trionfa, ancor prima che sul nemico, all'interno di se stessi, facendo vincere la spiritualità. Chi privilegia la materialità a discapito della spiritualità, rifiuta la morte e ad essa preferisce la schiavitù.

(Da: "Fenomenologia dello spirito", Hegel - 1807)

Il brano è un riassunto ripreso da filosofico.net

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