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Il suicidio di Valentina (poesia)

Oh Valentina, vestita di festa,
sembri una fata distesa tra i fiori,
sugli occhi due stelle, sul viso un sorriso,
un pallido raggio tra i riccioli d'oro.

Oh Valentina, l'avessi saputo
che con l'anima ai denti cercavi un lavoro,
infondevi coraggio, aiutavi chiunque,
ma non avevi nemmeno un po' di calore.

Oh Valentina, un rapido volo
nel buio, di notte, per superare l'orrore.
Ci hai lasciato da soli, ma la tua sorte ora echeggia
tra gli alti colli che tremano per il nostro livore.


Per una volta tanto ho scritto una poesia mirata. Mentre in genere non mi prefiggo nulla, stavolta ho tentato di centrare un obiettivo, ossia suscitare una reazione – beninteso artistica, emotiva – per celebrare una straordinaria caduta, suo malgrado martire dell'incoscienza politica. Il personaggio è esistito davvero. Il nome l'ho cambiato per rispetto. Che la sua anima, vittima del barbaro egoismo di pochi gretti e insulsi arraffatutto, gioisca della propria ritrovata libertà.

E voi, spiriti eletti che animate quest'etere,
restituite gli avidi esseri responsabili di cotanto dolore
al torrido dominio donde cui provengono.

(copyleft - nick.salius, blogger di meditare.it)

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